domenica 24 giugno 2018

SP500 verso il DAX

Nel grafico metto a confronto l' SP500 ed il DAX. Nell' SP500 che a
fine 2017 ha beneficiato del taglio delle tasse la Trendline a Lungo in
giallo dimostra una maggior forza rialzista rispetto al DAX.
Ora però entrambe gli indici hanno un Long Term Trend più o meno
ribassista e tra le altre componenti negative c'è la guerra dei dazi già
iniziata dagli Stati Uniti ed un rialzo dei tassi già iniziato in U.S..
Spesso le componenti di Trend sono più rilevanti di quelle espresse
dalle trend lines, in questo caso coprire i buchi di bilancio US dovuti
al taglio delle tasse con i dazi non sembra un' idea geniale.


mercoledì 13 giugno 2018

L'FTSE MIB alle prese con lo spread

L' FTSE MIB che era sceso sotto l' ultimo supporto rialzista a 21.900
è rimbalzato nell' intorno del supporto a lungo termine a 21.100 punti.
L' economia Italia continua nella sua moderata crescita però lo spread
che aveva provocato i recenti ribassi era salito fino al 3%.
Oggi lo spread dei paesi dell' area Euro è in diminuzione che significa
che le aspettative del mercato sulla politica della BCE e sulla tendenza
del debito pubblico Italiano sono positive.
Quindi il futuro del nostro indice dipende dalla politica di gestione del
debito pubblico dove una tendenza all' espansione è ancora attiva.
Giusto per la statistica, i supporti a lungo termine dell' FTSE MIB sono
i già citati 21.100 punti ed in sequenza i 18.400 ed i 15.000 punti di cui
speriamo di non avere bisogno.




lunedì 4 giugno 2018

L' Italia, l' Irlanda e l' Argentina

Nella tabella confronto l' andamento del rapporto debito pubblico/
PIL e la spesa governativa di tre paesi con storia diversa.
L' Irlanda nel 2012 aveva un rapporto debito/PIL vicino al 120% poi
con la riduzione della spesa pubblica e la crescita indotta del PIL che
quest' anno è stata dell' 8,4%, il rapporto debito/PIL è sceso al 68%.
Questo dimostra che uno stato più efficiente attira capitali ed attiva
la  crescita dell' economia anche con una inflazione pari a zero.
Poi c'è l' Italia con un rapporto debito/PIL di circa il 132%, con una
crescita del PIL dell' 1,4% ed una spesa pubblica del 48,9% del PIL,
che significa che lo stato ci fornisce molti più servizi che in Irlanda.
Non soddisfatti con il contratto di governo vorremmo aumentare la
spesa pubblica convinti che questo nuova debito farebbe crescere l'
economia anche a costo di finire in default come l' Argentina.
Dopo il default in Argentina oggi troviamo con una spesa pubblica a
circa il 30% del PIL e quindi con servizi ridotti rispetto a i nostri.
Un' inflazione al 25% però con una crescita del 3,9%.
Considerando che il default e quindi l' uscita dall' Euro, ci costerebbe
una svalutazione della nuova moneta del 40% e come in Argentina
una riduzione dei servizi sociali ha senso espandere ancora il debito?
Oppure bisognerebbe imparare dell' Irlanda?