venerdì 4 luglio 2014

I buoni ed i cattivi

Definire alcuni buoni ed altri cattivi è un modo di vedere
adolescenziale, semplicistico ma anche realistico perchè:
i buoni espandono il debito con l' intenzione di produrre
crescita economica mentre i cattivi avari non vogliono che
il debito cresca.
I "buoni" in venti anni hanno cresciuto delle imprese che
con "inexpensive" (non costosi) regali si sono avvinghiate
alle commesse dello stato.
I "cattivi" hanno cresciuto imprese competitive come ad
esempio le nostre Luxottica e Fiat Auto oggi F.C.A. che
si sono affermate a livello internazionale, che fatica però!
Ma anche un illustre professore, oggi affermato politico
internazionale ha di recente perentoriamente affermato
"mai sentito parlare di keynes?"
John Maynard Keynes è stato un padre della moderna
macroeconomia che ha messo in risalto il ruolo dello
stato ed delle banche centrali nel complesso processo
economico e quindi ha valorizzato l' iniziativa di politica
economica.
Come sempre, nelle cose complesse è determinante il
bilanciamento delle varie componenti che concorrono
al risultato e non esiste una semplice ed univoca ricetta
come ad esempio: espandi il debito!
Anzi se il debito è già troppo alto perhè lo stato costa
troppo  ed il mercato del lavoro è rigido l' attenzione va
spostata dal debito alle cause che lo generano.
Inoltre risanare la pubblica amministrazione significa
anche rendere competitive le imprese che lavorano
per le varie entità dello stato.
Però risanare è un processo complesso ed impopolare
ed i "buoni" preferiscono la bacchetta magica di espandi
il debito che può generare consensi politici.


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