domenica 23 febbraio 2014

La crisi del 1929, quella del 2009 ed oggi

Inizio riportando il grafico della crisi del 1929 di cui a volte
si parla ma senza opportunamente quantificarla.
Come si nota la crisi durò 3 anni e la borsa perse il 90,8%
del suo valore dal massimo.
I tassi di interesse, che rimasero a livelli elevati per remunerare
il capitale dalle perdite sui crediti, furono una delle cause del
prolungamento e dell' estensione della crisi.
Se i tassi di interesse salgono, non solo diminuisce la domanda
di credito, ma sempre più persone e società hanno difficoltà a
pagare e diventano insolventi.


























Nella crisi 2008/2009 invece i tassi di interesse furono mantenuti
bassi e le perdite sui crediti subprime delle banche furono finanziate
dallo stato tramite l' acquisto di nuove azioni emesse dalle banche.
Le nuove azioni furono poi vendute con tanto di profitto.
Una bella politica economica che culminò nella QE1 e QE2 che
però in entrambe i casi hanno fatto risalire i tassi di interesse e la
prima QE1 terminò nel ribasso dell' estate 2011.
Di recente la seconda risalita dei tassi di interesse, dovuta agli
effetti indesiderati della QE2, ha portato al rallentamento del
settore immobiliare, dei nuovi occupati e del super indice dell'
economia Americana.

























Le borse per ora reagiscono incredule a questi dati inattesi
anche perchè sono mantenute in uno stato nirvanico dalla
liquidità costantemente immessa dalla FED e dai risultati
positivi delle società dell' ultimo trimestre del 2013.
Ma questo stato di cose durerà per sempre?
Accipicchia mi sembra di pormi dei problemi esistenziali ma
valuto che i risultati delle aziende del secondo e del terzo
trimestre saranno negativamente influenzate dall' economia
che rallenta. Anche questa è una previsione!














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